RomeRiservato ai membri 27/06/20260Aggiungi ai preferiti

178 cardinali riuniti a Roma per l'apertura del concistoro sinodale: Leone XIV difende la comunione attraverso la sinodalità, ma 44 assenze - tra cui quelle di Zen, Erdo e Eijk - continuano a far discutere.
Avevamo seguito passo dopo passo i segnali di frattura intorno a questo concistoro sinodale: le assenze dei cardinali Zen, Erdö ed Eijk, le pressioni ripetute sulla FSSPX e la questione centrale del rapporto tra sinodalità e vera comunione ecclesiale. Il 26 giugno 2026, la prima sessione ha aperto i lavori a Roma con 178 cardinali riuniti intorno a Leone XIV. L'appuntamento del 30 giugno si avvicina.
Centosettantotto cardinali su duecentoventidue hanno preso parte all'apertura. Leone XIV ha difeso il processo sinodale come «cammino verso la comunione» (CNA, 26 giugno 2026). Il cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo di Lodz, ha proposto la parabola del Buon Samaritano (Lc 10, 25-37) come modello della Chiesa in un mondo ferito dalla violenza e dalla frammentazione (Vatican News, 26 giugno 2026). Parallelamente, il Papa ha incontrato le équipe incaricate del Sinodo sulla sinodalità, la cui prossima assemblea è prevista per il 2028 (CNA, 26 giugno 2026). La seduta plenaria del 30 giugno costituisce il momento decisivo, in particolare sul dossier FSSPX.
Il riferimento al Buon Samaritano non è casuale. Esso figura al centro di Fratelli tutti di Francesco (n. 56-86) come paradigma della fraternità universale. Ma la sinodalità come «cammino verso la comunione» richiede una chiarificazione teologica decisiva: la communio nella Chiesa non è il prodotto di una deliberazione orizzontale. Essa è partecipazione alla vita trinitaria attraverso i sacramenti e la fede, come afferma Lumen Gentium (n. 4). Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che «la comunione dei santi è la Chiesa» (CCC, n. 946). Confondere un processo deliberativo con la comunione sacramentale costituirebbe uno slittamento ecclesiologico grave, che i teologi fedeli al Magistero ordinario hanno il dovere di nominare.
Il concistoro del 30 giugno rimane il quadro dell'ultimo appello rivolto alla FSSPX. Tre scenari restano aperti: regolarizzazione canonica, statu quo o rottura dichiarata. L'apertura con 178 cardinali – quarantiquattro assenti, tra cui voci significative – invia un segnale duplice: Roma vuole la communio, ma non può imporla per decreto sinodale. I fedeli legati alla Tradizione osservano con attenzione questo primo atto ufficiale.
La difesa della sinodalità da parte di Leone XIV come «cammino verso la comunione» resta, a questo stadio, a livello di discorso di apertura. Nessun testo magisteriale del concistoro è ancora stato adottato. Bisognerà attendere gli atti del 30 giugno per valutare se questa orientazione si traduce in proposte dottrinali precise – o rimane un'intenzione pastorale senza contenuto normativo. La partecipazione di 178 cardinali non dice nulla sulla qualità teologica dei loro scambi.
Rileggiamo Lumen Gentium, n. 22, sul collegio episcopale e il suo rapporto con l'autorità del Papa: la collegialità si esercita solo in unione con Pietro, mai contro di lui né senza di lui. Preghiamo per i cardinali riuniti a Roma in questi giorni, affinché ricevano la saggezza dello Spirito Santo per discernere secondo il vero bene della Chiesa e la fedeltà al deposito della fede.
Consultare i documenti conciliari *Lumen Gentium* e *Fratelli tutti* per una comprensione più profonda dei temi trattati.
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