Rome 25/06/20261Aggiungi ai preferiti

Mentre Roma mantiene la sua pressione canonica, la Fraternità San Pio X sceglie di rispondere con un documento dottrinale. Un gesto che dice molto su ciò che la FSSPX considera come la posta in gioco reale.
A pochi giorni dalla scadenza del 1° luglio fissata da Roma, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha reso pubblica una « professione di fede cattolica » il cui oggetto esplicito è di « illuminare le anime di fronte agli errori moderni ». Questo documento, diffuso in particolare da Le Salon Beige, interviene in un contesto di intensa pressione canonica, dopo l’avvertimento del Cardinale Fernández e gli appelli di diversi teologi a una normalizzazione.
La pubblicazione di una professione di fede da parte della FSSPX non è un atto di rottura: è, nella logica propria della Fraternità, un atto di fedeltà. Essa significa che la FSSPX non si definisce unicamente in rapporto a Roma, ma innanzitutto in rapporto al deposito della fede che crede di aver ricevuto e che intende trasmettere intatto.
Il Concilio Vaticano I (costituzione Pastor Aeternus, DS 3074) ha definito le condizioni precise dell’infallibilità pontificia. È precisamente sull’interpretazione di queste condizioni – e sulla loro applicazione o meno ai testi del Vaticano II sulla libertà religiosa e l’ecumenismo – che la FSSPX si è sempre distinta dalla lettura romana ufficiale. Questo documento lo ricorda senza ambiguità.
Per il fedele attaccato al magistero ordinario universale della Chiesa, questa professione di fede merita una lettura attenta e serena: non per approvarla senza discernimento, ma per comprendere con precisione dove si situano i punti di frattura – e pregare affinché lo Spirito Santo li risolva nella verità.
« Il vostro sì sia sì, il vostro no sia no » (Mt 5, 37). In questa crisi che attraversa il cattolicesimo da cinquant’anni, la chiarezza dottrinale non è un ostacolo alla riconciliazione: ne è la condizione prima. Non è il silenzio né gli accomodamenti che guariscono le ferite della fede.
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C'est vrai que ça fait du bien d'entendre une position nette, sans ces compromis qui brouillent tout. On se demande parfois où est passée la fermeté de l'Église.
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