Rome 25/06/20261Aggiungi ai preferiti

A poche settimane dalla sua visita storica in Francia, il papa moltiplica i segnali: un'omelia sull'eucaristia come antidoto alle divisioni, un discorso a Pavia contro l'odio, e un concistoro di lavoro con i cardinali.
Avevamo seguito l'annuncio della visita di Leone XIV in Francia e la mobilitazione di diecimila volontari per accoglierlo. A poche settimane da questo evento storico, il papa moltiplica i gesti pastorali che ne preparano il senso teologico. Tre di essi meritano di essere letti insieme: un'omelia che afferma che l'eucaristia è "un potente antidoto alle divisioni", un discorso a Pavia che esorta i giovani a essere "costruttori di pace e non di odio", e un concistoro di lavoro con i cardinali riguardante la missione della Chiesa nel mondo contemporaneo.
Questi tre atti non sono casuali. Insistendo sull'eucaristia come fondamento dell'unità, Leone XIV prepara teologicamente la sua venuta in Francia - paese profondamente diviso sull'aiuto a morire e sul posto del cristianesimo nello spazio pubblico. L'appello a Pavia - città di Boezio, i cui resti riposano a San Pietro in Ciel d'Oro, e la cui tradizione cristiana è una delle più antiche della Lombardia - è un segnale alla gioventù europea: la pace non si costruisce con la violenza delle parole né con il relativismo morale, ma con la carità ancorata nella verità. Quanto al concistoro, conferma che Leone XIV governa in collegialità reale con i suoi cardinali, senza improvvisare.
"L'eucaristia è il cuore della vita cristiana e la fonte dell'evangelizzazione della Chiesa" (Ecclesia de Eucharistia, Giovanni Paolo II, n. 1). Prepariamo la visita papale in Francia come una Pentecoste: preghiera, digiuno e conoscenza rinnovata dell'insegnamento di Leone XIV.
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